Domande frequenti

Le risposte alle domande più frequenti arrivate ai nostri consulenti sul SuperBonus 110%

Il tetto rientra nell'isolamento termico?

Sì il tetto può rientrare tra gli interventi di isolamento termico oggetto di detrazione con superbonus 110%. Occorre però considerare i seguenti punti:

Il tetto può rientrare tra gli interventi a condizione che sia una superficie delimitante un volume riscaldato verso l’esterno.

In caso contrario l’intervento non è agevolabile in quanto non produce effetti di efficientamento energetico.

Occorre poi ricordare che per ottenere il beneficio, la superficie sia orizzontale (tetto, sottotetto o pavimento a pianterreno) che verticale (pareti esterne opache, cioè senza computo dei serramenti) dell’edificio oggetto di intervento, deve essere superiore al 25% dell’intera superficie disperdente lorda dell’edificio.

Il riconoscimento del superbonus è, inoltre, condizionato all’utilizzo di materiali isolanti conformi ai così detti C.A.M. – Criteri Ambientali Minimi – previsti nel D.M. 11 Ottobre 2017.

Tutto ciò premesso lei deve sempre verificare che gli interventi, nel loro insieme, portino ad un risultato migliorativo di almeno due classi energetiche, ovvero il raggiungimento della classe energetica più alta.

Chi può acquistare il credito di imposta?

In base alla norma la cessione può essere disposta a favore di imprese fornitrici di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi, oppure a favore di persone fisiche, lavoratori autonomi, imprese ed enti non direttamente interessati agli interventi, oppure ad altri soggetti come intermediari finanziari e istituti di credito.

La cessione del credito può avvenire anche tramite un istituto bancario?

, la cessione del credito può essere esercitata anche verso un istituto bancario.

Nel caso sia il beneficiario a cedere il credito direttamente alla banca, l’istituto bancario acquisterà il credito per poi detrarsi a sua volta il 110% in cinque anni con rate di pari importo. In questo modo sarà il beneficiario stesso a pagare l’impresa e tecnici.

Alcune banche offrono finanziamenti in tal senso e tale operazione potrebbe avere un costo.
Nel caso invece di un’impresa esecutrice che sia disponibile ad applicare lo sconto in fattura, il beneficiario non dovrà sborsare nulla, per le spese sostenute, nei limiti previsti dalla legge, lasciando all’impresa la possibilità di detrarre il credito (sempre il 110% in cinque anni con rate di pari importo) o di cederlo a sua volta ad altro soggetto (privato o banca che sia).

La cessione del credito è possibile anche per il "Bonus facciate" e per le manutenzioni straordinarie? Se sì, serve il visto di conformità o il visto è dedicato al solo 110%?

Sì, in luogo della detrazione diretta, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono possibili anche per gli interventi agevolati tramite “bonus facciate".

Per questo tipo di intervento non serve il visto di conformità.

Le agevolazioni possono ricadere anche su pertinenze che non hanno l'abitabilità?

In linea generale le pertinenze sono ammesse quando sono parte integrante dell’edificio ad uso residenziale (o sono ad esso strutturalmente collegate) oggetto di intervento di efficientamento per le parti comuni. Ciò si può dire sia per interventi su un edificio unifamiliare che su condomini.

Tuttavia è necessario sapere se la pertinenza è un corpo staccato dall’edificio principale oggetto di intervento; tale informazione è necessaria per capire se l’intervento sulla pertinenza concorra o meno al raggiungimento delle due classi energetiche superiori, condizione senza la quale non si ha accesso al superbonus 110%.

Vi è anche la possibilità di accesso al sismabonus 110% che consente l’intervento strutturale con miglioramento sismico anche sulle pertinenze.

Dato per acquisito che la banca si faccia carico di recuperare gli importi verso lo Stato nello svolgimento dei lavori, i pagamenti verso i singoli fornitori saranno a carico della banca?

Ci sono due strade possibili:

  1. la prima è che il beneficiario ceda il credito direttamente alla banca e che questa lo acquisti alle condizioni che saranno pattuite tra le due parti. In questo modo sarà il beneficiario a pagare direttamente impresa e tecnici
  2. la seconda è che si trovi un’impresa disponibile ad applicare lo “sconto in fattura". In questo caso non si avrà alcun esborso, da parte del beneficiario, relativo alle spese ammesse al superbonus 110%. l’impresa potrà poi decidere se detrarsi direttamente il credito o cederlo a sua volta ad altri soggetti, tra cui le banche, che pagheranno direttamente l’impresa

Il decreto recita: in caso di acquisto di casa antismica contributo pari a 96.000 euro. Per antisismica si intende rispondente alle normative vigenti? È possibile sia l’acquisto di una casa singola, sia di un appartamento in condominio?

il sismabonus 110% agisce anche in caso di acquisto di casa antisismica, con un massimale di detrazione pari a 96.000 euro, purché l’immobile sia collocato in zona sismica ammessa a beneficio di legge (la provincia di Modena è compresa tra le zonizzazioni 2 e 3 quindi compresa nelle aree ammesse).

L’immobile deve necessariamente rispondere ai requisiti antisismici previsti dalla normativa vigente.

L’acquisto può riguardare sia la singola abitazione sia l’appartamento che siano stati oggetto di interventi antisismici effettuati mediante demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che entro 18 mesi dal termine dei lavori provvedano alla successiva rivendita.

Le condizioni di detrazione o cessione del credito o sconto in fattura sono le stesse previste per il superbonus 110%.

Se in una palazzina da 6 alloggi disposti su 3 piani, i proprietari degli alloggi al primo piano non intendono approfittare del superbonus possono gli altri 4 incaricare un tecnico e iniziare il percorso di miglioramento termico relativo ai soli due terzi del fabbricato?

Nel caso del superbonus, la palazzina rientra tra le casistiche di edifici da due a otto unità immobiliari, cosiddetti “condomini minimi" i cui interventi di efficientamento possono essere effettuati sulle parti comuni, con il raggiungimento di almeno due classi energetiche superiori o alla classe energetica più alta.

È importante capire che tipo di interventi si intendono realizzare, poiché quelli cosiddetti “trainanti", che danno diritto ad accedere al superbonus 110%, devono necessariamente interessare i condòmini nel loro insieme.
Infatti l’intervento di isolamento termico degli involucri (cosiddetto cappotto) sulle superfici opache verticali (pareti) e orizzontali (coperture o pavimenti al piano terra) dell’edificio, comportano un intervento sulle parti comuni che deve essere ripartito tra i condòmini.

Oltre a ciò, la mancata partecipazione di due immobili su sei, può comportare il mancato raggiungimento della percentuale di superficie disperdente lorda interessata all’intervento, necessaria per l’accesso al beneficio del superbonus 110% (superiore al 25% dell’intera superficie disperdente lorda).

Lo stesso si può dire degli impianti termici, poiché l’intervento trainante consiste nella sostituzione di impianti esistenti, con impianti di climatizzazione invernale centralizzati, con accesso al superbonus per i costi sostenuti sulle parti comuni dell’edificio.

Nel caso in cui, a seguito della perizia, emergessero alcuni appartamenti condominiali non in regola, e che quindi necessitassero di sanatoria, è possibile includere le relative spese nel superbonus?

Le norme relative al Superbonus 110% non consentono il recupero di spese sostenute per sanare irregolarità edilizie. Queste spese sono condizione necessaria per poter accedere al beneficio, ma non possono essere rendicontate.

Le spese pertanto sono a carico dei condòmini, proprietari degli immobili

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Possiamo seguire il tuo progetto in tutte le sue fasi, dalla preverifica alla cessione del credito e aiutarti con i documenti necessari ad ottenere la detrazione

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